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Ultime notizie

  • 26 gennaio 2017 — “LA BELLEZZA INCONTRA L’ARTE DI… CREARE”

Nella prestigiosa sede ElizabethArden New York di Alessandria, Stefania Scarnati presenta le sue “Sculture da Indossare”, realizzate nel 2016. L’incontro è giovedì 26 gennaio alle ore 17,30. ElisabethArden New York – via Dante, 107 – Alessandria.
 
 

  • 16 dicembre 2016 — “BRINDISI DI NATALE”

A pochi giorni dalle feste natalizie, Stefania Scarnati invita nel suo Studio d’Arte Artépore® amici e collezionisti per il tradizionale “Brindisi di Natale”. La serata prevede l’esecuzione di brani musicali eseguiti dal flautista Bruno Sacchi e letture di poesie, aneddoti e racconti natalizi.
A conclusione, presentazione e consegna del nuovo Calendario 2017.
 
 
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  • 16 novembre 2016 — “NUOVE CREAZIONI”

Presso lo Studio d’Arte Artépore® di Milano, Stefania Scarnati apre gli incontri di fine anno con la presentazione a amici e collezionisti delle sue “Nuove Creazioni” realizzate nel 2016: “Libri d’Artista” – “Incisioni” – “Sculture da Indossare”.
Durante la serata, l’artista presenta in anteprima anche il tradizionale poster-calendario del nuovo anno dal titolo molto suggestivo: “BALLETTO ROMANTICO… rivisitazione di un sogno… ”.
 
 

  • 11 giugno 2016 — “ACQUA e FANGO”

Nella prestigiosa Galleria Artanda di Acqui Terme (AL), sabato 11 giugno c’è il vernissage della Mostra internazionale di Libri d’Artista “Acqua e Fango” a cui partecipa Stefania Scarnati. L’artista milanese presenzia all’esposizione che dura fino al 3 luglio 2016 con il suo Libro d’Artista La Storia Bellissima, con testi poetici di Elena Federici Ballini.
La mostra internazionale di Acqui Terme vede la partecipazione di numerosi artisti di livello nazionale ed internazionale. Per la titolare dello Studio Artépore® è un punto d’incontro e condivisione con le realtà artistiche degli altri paesi.
 
 
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  • 16 dicembre 2015 ‒ “BRINDISI DI NATALE”

Mercoledì 16 dicembre, vernissage natalizio allo Studio Artépore®. Numerosi sono stati gli amici di Stefania intervenuti per brindare al Natale e all’anno nuovo. Tra gli ospiti anche Donatello Iacullo che ha regalato ai presenti un incipit della sua piece teratrale “Come panna montata” in programma la domenica successiva al Campo teatrale di via Casoretto.
A conclusione della serata, Maria Luca ha letto alcune delle sue poesie, Pino Ferrara ha parlato del suo libro in fase di ultimazione e Stefania ha regalato a tutti gli intervenuti una copia della sua acquaforte “Nuova linfa a Milano” con il calendario.
 
 
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  • 10 ottobre 2015 ‒ “GIOCHIAMO SERIAMENTE A NON SPRECARE”

Come socia dello Zonta Club Milano Sant’Ambrogio, Stefania Scarnati è intervenuta alla presentazione del progetto “Giochiamo seriamente a non sprecare” nel contesto del Programma Culturale del Padiglione della Società Civile di Expo2015. L’evento si è svolto nel salone delle conferenze della Cascina Triulza, e ha visto il coinvolgimento dei ragazzi del Liceo Donatelli-Pascal e della American School of Milan.
 
 
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  • 6 ottobre 2015 ‒ “RESPIRO COME NUTRIMENTO DELL’UOMO”

In tema con “Expo in città 2015”, nello spazio espositivo di Seicentro, in via Savona 99 a Milano, il 6 ottobre Stefania Scarnati, assieme a Maria Luca, ha presentato “Il respiro come nutrimento dell’uomo”. La presentazione è avvenuta nel contesto della mostra di pittura “People Expo!” organizzata dall’amico Roberto Sironi. Durante la manifestazione, Stefania Scarnati ha mostrato al pubblico presente il libro d’artista “Respiro” (in coproduzione con Maria Luca) e la sua nuova creazione “L’albero della vita”, ispirata al tema della Grande Esposizione.
 
 

 

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Sculture con la voce

Con Stefania Scarnati ricerche sulla materia e sulla sonorità

……Da anni ormai Stefania Scarnati ha incentrato la propria produzione su percorsi tematici di impronta sensoriale o intimista, realizzati con un tecnopolimero industriale: “nastrificazioni”, come le definisce l’artista, grazie alle quali sviluppa in continuità formale i concetti e le percezioni sui quali, di volta in volta, si concentra la sua riflessione.
Opere che non sono sfuggite all’attenzione della critica portandola a prestigiose esposizioni al Palazzo Europeo di Bruxelles ed alle Stelline di Milano.
I lavori recenti dedicati alle intuizioni sonore, rispondono all’esigenza dell’artista di “ricreare un percorso attivo e sottile, che desse corpo alle percezioni del suono”. Nascono così installazioni e sculture da parete giocate sull’accostamento di forme e materiali diversi, che si trasformano in composizioni cromatiche di suggestivo impatto visivo. Cerchi sottili in lucido alluminio su fondi neri si intrecciano a forme irregolari in tecnopolimero, a inserti in Makralon percorsi da supporti lineari in sottili fili o a brandelli di rete, illuminati dallo scintillio del materiale grezzo: “Soffio”, “Parole”, “Voce”, “Richiamo” e “Rumors”, fino alla stilizzata “Cabina del silenzio”. Fanno da contorno le opere della precedente produzione: da soffusi percorsi di luce ai cromatismi forti di intuizioni senza tempo, fino alle piccole sculture gioiello dal gusto raffinato e fantasioso.
Elisa Motta
Da “Giornale di Bergamo” 23 marzo 2006

3D
 

Installazioni a Parete

L’ascolto sottile……. è quello che richiede particolare attenzione, che nasce forse da quel silenzio interiore che predispone a percepire suoni che normalmente sfuggono…..
L’ascolte sottile diventa necessario quando si vuole sentire ciò che viene urlato e perduto nel chiasso, ma anche quando si vuole percepire quello che viene sussurrato nel silenzio e non si ha il coraggio di ascoltare…..
L’ascolto sottile deposita in noi un’ombra indelebile che diviene parte integrante del nostro ricordo…..
Le installazioni che sono nate su questo tema raccontano di queste sensazioni vissute o intuite e vengono legate nelle mia memoria a suoni e immagini ben precise. Esse raccontano, attraverso i materiali e le tecniche scelte, di momenti di indimenticabile ascolto sottile…… ….Stefania Scarnati

Installazioni a parete

 

 

 

Bassorilievi

… le sculture e i bassorilievi sono stati scelti con l’intento di dar vita a un “percorso senza tempo”, un cammino che possa suscitare nell’animo di chi guarda sensazioni, intuizioni e ricordi, che possa dar vita ad un dialogo interiore.
Le sculture dalle forme originali, realizzate con materiali industriali per l’alta tecnologia, sono tutte collegate attraverso le “nastrificazioni”, che, per l’artista, sono simboli irrinunciabili di percorsi intimi.
L’idea del percorso è, in effetti, il cardine intorno al quale Stefania Scarnati fa ruotare da sempre la sua ricerca…

Assessore alla cultura beni culturali e presidente della provincia di Milano

… I “Percorsi senza tempo” ideati da Stefania Scarnati anche in funzione degli spazi che li ospitano, rappresentano un felice incontro fra il bello del passato, che a noi spetta conservare e proteggere, e di cui dobbiamo essere orgogliosi, ed il bello del presente…

Assessore alla cultura del comune di Lainate

Bassorilievi
 

Sculture

Saggio critico di Claudio Rizzi
Stefania Scarnati Proiezione all’infinito Una linea irrefrenabile percorre, incide e rafforza la continuità di lavoro di Stefania Scarnati. E’ una linea vitale, spirale di sentimento intimo, vocalità pulsante animata nelle anse di voluttà esistenziale, di fremito palpabile, di anelito all’eccelso ideale oltre la misura e oltre la quota della realtà. Simbolo e surreale si coniugano nelle volute di inconscio librate nello spazio di sogno e libertà. Le tensioni diagonali oppure le sedimentazioni in verticale sottolineano la scansione progressiva di emotività profonda, radicata nel tempo e proiettata al futuro. All’inizio, e per anni intensi, furono percorsi astrali, nastri tracciati nello spazio, comete di luminosità siderale. Evolvevano proiettate all’infinito, fonti di spontaneità come fenomeno naturale, tendevano a superare il perimetro dello spazio e proseguire indomite oltre i confini della tela. Veleggiavano assorte eppure felici nella sinuosità musicale di andamento armonico e costellavano la visione nella modulazione cromatica di stupore e mistero. Era pittura e sanciva vibrazione di scatto, movimento e corporeità di quel nastro irrefrenabile oltre le vette del cielo. Eppure lo spazio dipinto e la densità della cometa attendevano, chiedevano o preludevano, ben altro volume. Cammina cammina Stefania Scarnati incontrò un giorno un polimero che si aggirava per fabbriche ed aziende con grande dignità professionale ma ambiva a nobiltà culturale. Si conobbero in un tardo pomeriggio quando il sole calante osservava sorgere la luna e cospargersi le stelle nel cielo. Lui si presentò con garbo e spiegò d’essere un materiale chimico, un interprete dei tempi moderni, disse anzi con malcelata modestia di essere un “tecnopolimero” e confessò una personalità rigida e rigorosa ma promise di essere duttile e malleabile. Lei lo guardò attentamente, in un attimo percorse mille pensieri e si fidò. Decise di transitare dalla chimica dei colori alla chimica del nuovo materiale, affrontò altri strumenti di lavoro, apprese nel dialogo con la materia i segreti di una modellazione ben diversa dal consueto rapporto con carta, creta e gesso. E non si pentì. Ora quella linea irrefrenabile ha conservato l’anima e ha conquistato il volume per correre nello spazio e occuparne porzioni con felice libertà. La linea è diventata corpo, materia e scultura. I filamenti ora sono traccia tangibile. Si delineano come sedimentazione di realtà, come reperto di tempo e civiltà, testimoniano presenza e creatività, alludono a origine e futuro. Si accumulano nella continuità di linea e movimento come stratificazione della storia o trascrizione di codice genetico. Divengono racconto o suggestione esistenziale, dalla linearità al nodo, dal groviglio allo scatto di nuova determinazione, dalla linea ascensionale alla palpitazione dell’attesa. Stefania Scarnati ha denominato queste opere “Artépore®” determinando nell’accezione femminile del termine una condizione di grazia e delicatezza, suggerendo forse affetti ed intesa di indissolubile legame. Si tratta di neologismo adottato dall’artista ma un significato inconscio e radicato nell’etimologia esiste e rafforza la scultura. In greco antico “poros” indica “passaggio”. Dalla materia alla creatività. Dall’astrazione dell’idea alla corporeità della traccia. Dal perimetro del reale alla conquista dello spazio. E più si proiettano nello spazio, meglio vivono le opere, naturalmente protese a ergersi come linea continua, come senso dell’infinito o incanto di flessuosa incessante dinamica pur nella fisicità statica della materia cristallizzata. Lucente e morbida quasi il vento persuadesse le sue forme, la scultura si propone come reperto vivo, come attimo di vibrazione, forse promettendo o minacciando di assumere a breve altre fattezze e correre ancora verso il punto prospettico più alto dell’idea. La vela pare issare se stessa, animata dalla libertà interiore che sale e tende verso l’alto come ritmo spontaneo di irrefrenabile anelito. La luna non ha fine, non allenta lo sguardo, non deroga al fascino la sua struttura di spire e linee, si dispone in movimento continuo come eternità di mistero. La stele stratifica il racconto come la storia si compendia nella colonna, nell’obelisco, nel menhir. E’ segno dell’uomo, di fatica, di gloria, di passato mai trascorso e sempre proiettato al futuro. La grande dimensione svetta nello spazio e lì luce e materia nella conquista del volume accendono il senso poetico della scultura. L’abilità tecnica sviluppata nel dominio del materia e nella padronanza delle sue caratteristiche consente a Stefania Scarnati anche la realizzazione di lavori in proporzioni contenute, tanto da ottenere persino la configurazione del monile. E’ un altro traguardo ambito per la personalità del polimero, che dalla vocazione industriale, conquista la nobiltà del gioiello. Nella limitazione del piccolo formato non si disperdono luminosità e sinuosità avvolgente del lavoro di Scarnati ma è indubbio che l’anima espressiva del nastro continuo pretenda l’allusione dell’infinito e la mobilità di un lungo percorso. Acutamente Rossana Bossaglia inquadra “quel leggero saettante vibrare…..dove l’immagine è un guizzo, dietro al quale ci figuriamo il correre di una mano insieme sicura e fantasiosa”. Risulterebbe naturale affrontare ora l’argomento spazio nella considerazione corrente della scultura. Ovvero la concezione nel luogo comune, la sudditanza ad altre discipline, la soccombenza ad altre mode, l’insensibilità alla ubicazione civita ed alla collocazione urbanistica. La scultura era e rimane una nicchia della sensibilità, una lettura rara e raramente frequentata, mediamente confusa con l’oggetto e relegata all’accoglienza di pochi cultori. Motivo ulteriore per valutare la coraggiosa scelta di Stefania Scarnati, già dotata di ampio consenso in pittura e nell’incisione, motivata nell’affrontare un nuovo linguaggio, consapevole delle asperità ma convinta nell’assecondare propensione e affinità. Coerente nella continuità di percorso, determinata nel tradurre gli spazi della pittura nei volumi della scultura e proiettare il proprio lavoro nella dimensione dell’infinito. Perché il “passaggio”, saetta, luce e forma, conduca l’idea ad approdo sicuro.

Claudio Rizzi Milano, aprile 2004

Sculpture